Il volo bivacco

È il modo più bello e affascinante per vivere a contatto con la natura, percorrendo centinaia di chilometri muniti solo dell’ala di un parapendio o deltaplano.
Sostenuti soltanto dal vento e dalla propria bravura, senza motore né aiuti esterni.
Si decolla, si percorre una tappa per poi atterrare e ripartire il giorno seguente.
L'equipaggiamento è ridotto allo stretto necessario: il parapendio sotto il quale spesso si dormirà, un sacco a pelo e poco altro.
Per mangiare, sovente l'unica soluzione è l'ospitalità di pastori e montanari, con cui si condividono gli spazi enormi della montagna e il poco cibo a disposizione.
Quando non si riesce a volare o si è scesi troppo in basso per ridecollare, si risale sino ad arrivare ad una quota sufficiente a decollare di nuovo.

Nel volo bivacco si è soli con se stessi e si limitano al minimo i legami "con tutto ciò che lega e trattiene a terra”.
Questo genere di esperienza riporta il volo alla sua dimensione di autentica avventura: un viaggio che coinvolge nel profondo, vissuto vicino alla natura e in sintonia con il mutare del terreno e del clima.
È un approccio molto lontano dalle avventure di plastica di alcuni sport estremi, molto spettacolari, ma dai limitati fondamenti tecnici di volo.
Perché nel volo bivacco la sopravvivenza dipende in massima parte dalla padronanza di questi e dalla capacità umile di saper ascoltare i segnali che la natura ci invia. Segnali che vanno compresi per scegliere come voleremo e fin dove potremo spingerci.

 

 

 

 

 

 

   
   
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© 2008
KAP444. SULLE TRACCE DI DIDIER FAVRE.
UN VIAGGIO DI PIERANDREA "KAVIA" PATRUCCO.

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